Quando il colore si ritrae, il progetto emerge
La scelta di Cloud Dancer come Pantone Color of the Year 2026 riporta il bianco al centro del design. Ma nel progetto della cucina il bianco non è una tendenza né una scelta neutra.
In Key Cucine il bianco elimina l’effetto colore e mette alla prova il progetto. Senza l’enfasi cromatica, resta visibile solo ciò che conta: volumi, proporzioni, materiali, relazioni tra le superfici.
Per questo il bianco non è mai una finitura standard, ma materia progettata. Superfici minerali, pietre e marmi costruiscono cucine in cui il disegno emerge con chiarezza.
Il bianco come volume
In una cucina interamente bianca, come questa versione di Haiku, la profondità non può essere affidata al colore. Qui nasce dal rapporto tra Calce del Brenta e Marmo Emotion Gray: un volume continuo, interrotto solo quanto basta per restare leggibile.
Il top sottile non diventa elemento a sé, ma una linea che non compromette l’idea di monolite. Angoli arrotondati, taglio orizzontale della maniglia e moduli uguali costruiscono un ritmo essenziale, pensato anche per un utilizzo outdoor.

Struttura Calce del Brenta – Top Marmo Emotion Gray
Il bianco come relazione
In questa versione di Tai_O, il bianco non costruisce un monolite, ma mette in relazione materiali diversi. L’isola in marmo Clauzetto – top e ante nello stesso materiale – rende il marmo parte strutturale del progetto, non un semplice rivestimento.
Gli angoli arrotondati del top e il lavabo nello stesso materiale introducono morbidezza, mentre le colonne in Rovere Fossile, preziose per materia e lavorazione, interrompono il bianco e ne rafforzano la lettura.


Rovere Terra (legno millenario) - Top e ante in Marmo Clauzetto
Il bianco come ritmo
Il questo progetto Twins, il bianco è laccato, ma il progetto evita ogni effetto neutro o ripetitivo. Il ritmo serrato delle basi e delle colonne costruisce una scansione precisa, che dà movimento all’insieme senza ricorrere al colore.
Il top è ridotto a una presenza quasi invisibile: lo spessore scompare dalla vista frontale, lasciando che siano i volumi a definire il disegno. Il dialogo con un legno dalla tonalità calda introduce contrasto e profondità, assumendo un ruolo progettuale pari al bianco, pur restando quantitativamente misurato.

Vani a giorno in Rovere Fossile - Top Gres Nero Marquinia - Ante laccato bianco
Il bianco come disegno
In questa cucina il bianco non è affidato a una superficie liscia, ma al disegno dell’anta Cuvée. Un profilo lavorato che introduce profondità e ombra, senza richiamare un linguaggio classico.
L’abbinamento con una superficie metallizzata sposta l’equilibrio verso una lettura contemporanea: il bianco resta centrale, ma viene reinterpretato attraverso un dettaglio progettuale che rende l’insieme attuale, elegante e non convenzionale.
Schienale Finitura Metallo Argentato - Top Marmo Travertino - Ante laccato bianco
Il bianco come sfondo
In questo progetto con il modello Factory, il bianco arretra per lasciare spazio alla composizione. L’isola alterna pieni e vuoti: il marmo Travertino costruisce una massa scavata, mentre il Rovere Gold con anta a cornice sottile introduce profondità e dettaglio.
Le colonne bianche incassate definiscono lo scenario senza imporsi. Apparentemente neutre, rivelano all’apertura un interno in legno, in continuità con l’isola. Il bianco non guida lo sguardo, ma organizza lo spazio e mette in relazione i materiali.
Top isola in Marmo Travertino - Anta a cornice in legno Rovere Gold - Colonne laccate opaco
In questi progetti il bianco non è mai un colore da riempire. È uno spazio progettuale che mette alla prova il disegno, la materia e le proporzioni. Senza l’effetto del colore, ogni scelta diventa visibile e ogni cucina racconta il proprio equilibrio.
Quando il colore si ritrae, non resta uno stile da riconoscere, ma un progetto da comprendere.







